L’affidamento esclusivo e l’affidamento superesclusivo o rafforzato

affidamento esclusivoCon il presente articolo si riprendono le fila di quanto già trattato in una precedente pubblicazione dal titolo “Il diritto di visita dei genitori separati, cosa è cambiato dopo la riforma del 2012. Spunti utili ai tempi del coronavirus.”

Cosa si intende per affidamento congiunto?

L’art. 337 ter del codice civile prevede che i figli minori siano affidati congiuntamente ai genitori. Ciò significa che i genitori, benché separati o divorziati, debbono continuare ad assumere di comune accordo le decisioni di maggiore interesse per i figli, mentre per le questioni di ordinaria amministrazione potranno esercitare la responsabilità genitoriale separatamente.

Cosa significa “decisioni di maggiore interesse”?

La giurisprudenza ritiene che i genitori debbano assumere di comune accordo decisioni quali la scelta della scuola da far frequentare al figlio, la richiesta per il nulla osta emesso dalla scuola per il trasferimento del figlio da un istituto scolastico ad un altro, l’iscrizione all’anagrafe della residenza del minore, le scelte religiose, la decisione su operazioni chirurgiche o visite presso medici specialistici.

Mentre per le decisioni di ordinaria amministrazione, ogni genitore provvederà ad assumere le decisioni in modo autonomo, nell’interesse del figlio. A titolo esemplificativo, si segnala che il genitore non è tenuto a comunicare all’altro genitore le attività che svolge unitamente allo stesso nei giorni di sua competenza o dove intende trascorrere con il figlio il fine settimana. Ciascun genitore è responsabile del figlio nei periodi di sua competenza.

L’obiettivo del Legislatore è di garantire al minore un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, derogando alla regola dell’affidamento congiunto solo in casi eccezionali.

L’affidamento esclusivo: quando viene applicato.

Solo in determinati casi il Giudice può derogare alla regola dell’affidamento congiunto, delegando l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale a uno solo dei genitori (ex art. 337 quater del Codice Civile).

Anche in questo caso, però, rimangono di competenza di entrambi i genitori le decisioni di maggiore interesse, salvo che non sia diversamente previsto.

In altre parole, il genitore affidatario esclusivo esercita la responsabilità genitoriale sul minore, ma per le decisioni di maggiore interesse (ad esempio, come evidenziato sopra, la scelta della scuola) dovrà comunque consultare l’altro genitore. Il genitore non affidatario ha comunque il diritto ed il dovere di vigilare sulla istruzione ed educazione dei figli e può ricorrere al Giudice qualora ritenga che il genitore affidatario abbia assunto decisioni contrarie all’interesse del figlio.

Di seguito si indicano alcuni casi concreti, per i quali il Tribunale ha ritenuto disporsi l’affidamento esclusivo del minore ad uno dei genitori.

  • Alta conflittualità tra i genitori: solo nel caso in cui il grado di conflittualità tra i genitori sia tale da produrre effetti pregiudizievoli e seri al minore, il Giudice potrà disporre l’affidamento esclusivo. In questo caso, la bambina era costretta a fare due turni a scuola, due diversi sport e persino due diverse diete alimentari, in quanto i genitori non erano in grado di comunicare e trovare un accordo (Corte di Cassazione n.5108/2012).
  • Scelta del credo religioso: la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto che la conversione di uno dei due genitori non possa costituire motivo sufficiente alla disposizione del regime dell’affidamento esclusivo. Infatti, occorre contemperare da un lato il principio sancito dalla Costituzione per il quale il nostro Paese è uno Stato laico, dall’altro la tutela del minore in caso di forte indottrinamento religioso. Nel caso in esame, la madre si era convertita dalla fede cattolica ad altro credo religioso e aveva iniziato un forte coinvolgimento del figlio, battezzato e di religione cattolica; la Corte di Cassazione ha confermato il regime dell’affidamento congiunto, con l’imposizione alla madre di non indottrinare il figlio imponendogli la sua nuova scelta religiosa (Corte di Cassazione n. 4596/2012).
  • Distanza geografica tra i luoghi di residenza dei genitori: si richiama l’articolo Il diritto di visita dei genitori separati, cosa è cambiato dopo la riforma del 2012. Spunti utili ai tempi del coronavirus.
  • Mancato o discontinuo esercizio del diritto di visita: il Tribunale di Venezia, con la decisione del 02.04.13, ha ritenuto che la circostanza per cui il genitore non rispettasse il proprio diritto di visita o lo esercitasse a suo piacimento fosse pregiudizievole per l’interesse del minore e unitamente al mancato pagamento del contributo al mantenimento, fossero elementi per giustificare un provvedimento di affidamento esclusivo.

Quando si parla di affidamento superesclusivo o ‘rafforzato’?

L’espressione “affidamento superesclusivo” è stata coniata dalla giurisprudenza più recente: con tale regime si intende concentrare tutto l’esercizio della responsabilità genitoriale in capo ad un solo genitore.

In altre parole, in tale ipotesi il genitore avrebbe il diritto/dovere di assumere autonomamente tutte le decisioni che concernono il minore, dalla scelta della scuola ad eventuali scelte di natura medica, alla residenza abituale del minore.

I casi concreti nei quali il Giudice ha optato per tale regime, fortemente limitativo, sono, ad esempio, casi in cui uno dei genitori è del tutto latitante oppure è affetto da problemi di tossicodipendenza o da patologie di natura psichiatrica gravi o si trova in carcere o si disinteressa del minore, decidendo a suo piacimento quando contattarlo.

In sostanza, ogni situazione in cui la necessità di interpellare il genitore non affidatario per decisioni di maggiore interesse può trovare ostacolo nelle condizioni oggettive o soggettive del medesimo – con il rischio di ‘paralizzare’ la gestione del minore, si attribuisce la pienezza dei poteri al solo genitore affidatario.

La scelta di tale regime spesso va di pari passo con una limitazione dei rapporti con l’altro genitore, ad esempio quando questi sono circoscritti a visite “in luogo neutro”, ovvero presso la sede del Servizio Sociale alla presenza di un educatore.

Per tale tipo di incontri il Tribunale, solitamente, delega ai Servizi Sociali la gestione degli stessi e viene stabilito un vero e proprio progetto, che può a mano mano subire dei miglioramenti a seconda dell’andamento degli incontri.

Si può iniziare con alcuni incontri presso il Servizio Sociale, per poi passare ad alcuni incontri all’aperto, ad esempio al parco – sempre alla presenza di un educatore – per poi provare presso l’abitazione del genitore, per poi giungere, se possibile, ad incontri autonomi senza persone terze.

Infine, si evidenzia che lo step successivo all’affidamento superesclusivo o rafforzato, nel caso di peggioramento della condotta del genitore non affidatario e del fallimento del progetto di visite in luogo neutro, è la decadenza dalla responsabilità genitoriale, ovvero la totale privazione della funzione genitoriale: quella che prima della riforma del 2012 veniva denominata “decadenza dalla patria potestà”.

 

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Avv. Mirta Cuniberto

By |2020-06-17T11:55:50+02:00Giugno 17th, 2020|Blog ITA|Commenti disabilitati su L’affidamento esclusivo e l’affidamento superesclusivo o rafforzato