Divorzio breve e altre novità: che cos’è la negoziazione assistita?

Cosa comporta la c.d. legge sul divorzio breve pubblicata nel 2015? Quali sono le novità più salienti in materia?

L’iter che ha portato all’approvazione della L. n. 55 del 06/05/2015 è stato piuttosto lungo e travagliato. Infatti, dopo 40 anni, la norma che consentiva di iniziare la causa di divorzio soltanto dopo tre anni da quando i coniugi erano stati autorizzati a vivere separati è stata definitivamente modificata.

Oggi, i tempi per ottenere il divorzio si sono notevolmente ridotti. Indipendentemente dalla presenza o meno di figli, se la separazione è avvenuta consensualmente ( ovvero se i coniugi hanno raggiunto un accordo che è stato omologato dal Tribunale) si può chiedere il divorzio già dopo sei mesi dalla prima comparizione dei coniugi avanti al Presidente. Se, invece, la separazione è stata giudiziale ( cioè i coniugi non hanno trovato un accordo e il processo si è svolto interamente), occorrerà attendere un anno dalla comparizione degli stessi avanti al Presidente.

La nuova norma si applica anche ai procedimenti già in corso all’entrata in vigore della legge.

Un’importante novità della legge sul “divorzio breve” è il termine di scioglimento della comunione legale tra i coniugi. Fino al maggio 2015, la comunione si riteneva sciolta solo a seguito dell’emissione della sentenza di separazione, cioè al termine del processo di separazione, che poteva durare anche anni.

Dal maggio 2015, in caso di separazione giudiziale, la comunione dei beni si scioglie a far data dal momento in cui il Presidente del Tribunale, nel corso della prima udienza del procedimento, autorizza i coniugi a vivere separati; nel caso, invece, di separazione consensuale quando il Tribunale emana il provvedimento che omologa gli accordi assunti dai coniugi. Tale importante novità è dovuta al fatto che il Legislatore ha voluto evitare che gli effetti patrimoniali della comunione legale dei beni continuassero a prodursi, nonostante l’interruzione della convivenza.

Quali sono le altre novità in materia?

Sempre al fine di snellire i tempi e le procedure per addivenire alla separazione o al divorzio dei coniugi, da dicembre 2014 è applicabile il procedimento della “negoziazione assistita”.

Tale procedura offre la possibilità per i coniugi di separarsi o divorziare trovando un accordo consensuale, senza sostanzialmente adire il Tribunale, ma è necessaria un’ampia collaborazione da parte degli stessi ed una quasi assenza di contrasti.

Inoltre, il ricorso a tale procedura è possibile anche per le modifiche ai provvedimenti resi in sede di separazione e divorzio, anche in presenza di figli minorenni, portatori di handicap e maggiorenni non economicamente indipendenti.

Come funziona la negoziazione assistita?

La procedura è applicabile sia in presenza che in assenza di figli, ed è necessario l’ausilio e la rappresentanza da parte di un avvocato.

Nel caso in cui non vi siano dei figli, l’accordo raggiunto, sottoscritto ed autenticato dai Legali delle parti, è sottoposto al vaglio del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente, il quale fornisce il nulla osta, ottenuto il quale si trasmette l’accordo all’ufficiale di stato civile che provvede agli adempimenti successivi necessari.

Se vi sono dei figli – minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, ovvero incapaci o portatori di handicap – il Procuratore della Repubblica autorizza l’accordo solo se esso è rispondente al loro interesse, altrimenti, in caso contrario, rimetterà le parti dinanzi al Presidente del Tribunale per un’udienza di approfondimento/chiarimenti, con la convocazione delle parti.

Per ottenere l’autorizzazione del Procuratore, i Legali insieme alle parti devono indicare precisamente la situazione reddituale di entrambi i coniugi, allegando le dichiarazioni fiscali degli ultimi tre anni, e prevedendo eventualmente un contributo al mantenimento del figlio a carico del coniuge con maggiori disponibilità economiche, in proporzione alle sue entrate.

All’interno di un accordo di negoziazione assistita, le parti possono anche prevedere di regolare i rispettivi assetti patrimoniali, inserendo, ad esempio, cessioni di quote immobiliari o di suddivisione dei risparmi.

La trattativa delle parti per giungere ad un accordo deve essere conclusa in un periodo massimo di tre mesi, prorogabili a quattro.

Una volta ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione da parte del Procuratore ( presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Torino i tempi per ottenere il nulla osta o l’autorizzazione sono di circa trenta giorni), sarà onere di uno dei due Legali trasmetterlo all’ufficiale dello stato civile del Comune ove è stato contratto il matrimonio.

La definizione dell’accordo di negoziazione assistita produce i medesimi effetti di una sentenza di separazione o divorzio e costituisce titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Da ultimo, si segnala che il decreto legge n. 132/2014 ha introdotto la possibilità per le parti di procedere personalmente alla separazione o al divorzio dinanzi all’ufficiale di stato civile presso il Comune di residenza di uno dei due coniugi o presso il Comune ove è stato celebrato il matrimonio.

Per procedere con tale forma di negoziazione è necessario che le parti non abbiano figli minori o maggiorenni incapaci o portatori di handicap o economicamente non autosufficienti.

L’ufficiale di stato civile riceverà le parti personalmente, con l’assistenza facoltativa di un avvocato, le quali dovranno comparire due volte: una prima volta per effettuare la richiesta ed una seconda volta per confermare le dichiarazioni. L’accordo avanti all’ufficiale di stato civile non può contenere patti di trasferimento patrimoniale, ma solo accordi di natura non strettamente patrimoniale ( ad esempio a chi rimane l’animale domestico, suddivisione di gioielli o regali di nozze o regole per l’uso di un immobile comune ecc.). Le parti, inoltre, potranno accordarsi in merito alla corresponsione di assegni periodici di mantenimento o divorzili.

Si segnala che lo Studio Dionisio stipula con continuità accordi di negoziazione assistita, i cui tempi, come evidenziato sopra, per ottenere una pronuncia di separazione o divorzio sono spesso inferiori rispetto alla procedura ordinaria.

Avv. Giovanni Dionisio

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2018-07-29T20:06:17+00:00