Quali sono le regole per i genitori separati/divorziati in questo momento di emergenza causa covid-19? Posso spostarmi per vedere mio figlio?

covid-19L’inaspettato, drammatico momento che stiamo vivendo con la crisi covid-19 ha posto ciascuno di noi di fronte a situazioni dolorose, faticose, impreviste. Il nemico invisibile che l’umanità sta cercando di affrontare e sconfiggere ha un volto che si evolve e muta, diventando, così, sempre nuovo e diverso.

La sua pericolosità è stata chiaramente e ampiamente descritta dai virologi. È oramai chiaro a tutti gli italiani che, oltre alla pericolosità del virus covid-19, il problema forse più grave, sta nella capacità delle nostre strutture ospedaliere di far fronte simultaneamente alle necessità dei tanti contagiati.

Il distanziamento sociale e lo “stare in casa” sono, al momento, gli strumenti più efficaci per tutelare il diritto alla salute di ognuno.

In questo contesto storico e sociale si inserisce la questione del diritto di visita e frequentazione dei figli di genitori separati/divorziati col genitore non convivente, magari residente in un diverso comune.

Esistono delle regole o delle norme in merito al diritto di visita dei genitori separati in questa situazione di emergenza?

Com’è intuibile, non esistono ancora norme ne’ decisioni di giudici e tribunali che possano fornire indicazioni ‘certe’.

Gli unici riferimenti che, al momento, ci sono d’aiuto sono:

  1. in data 10 marzo u.s. il Governo, nel rispondere ai molti interrogativi immediatamente sorti a seguito dell’emanazione dei D.P.C.M 8 e 9 marzo 2020, ha chiarito che «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio».

Quindi, secondo il Governo, i pur drastici provvedimenti di emergenza non si sovrappongono e non cancellano la validità e l’applicazione delle regole disposte con sentenza o altro valido provvedimento del Tribunale.

  1. Il Tribunale di Milano, con ordinanza inaudita altera parte dell’11 marzo u.s, ha “…… prescritto ai genitori di attenersi alle prescrizioni di cui al precedente verbale di separazione consensuale. Per il Tribunale infatti: a) l’ 1 domma 1, lett. a), DPCM 8 marzo 2020, n. 11 non preclude l’attuazione delle disposizioni di affido e collocamento dei minori e consente gli spostamenti finalizzati a rientri presso la residenza o il domicilio, cosicché nessuna “chiusura” di ambiti regionali può giustificare violazioni di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti; b) le FAQ della Presidenza del CDM pubblicate lo scorso 10 marzo (Decreto #IoRestoaCasa, domande frequenti sulle misure adottate dal Governo) hanno precisato che gli spostamenti «per raggiungere i figli minori presso l’altro genitore o presso l’affidatario sono sempre consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione e divorzio». Dunque, i genitori, e in particolare la madre, devono permettere il normale alternarsi dei figli, secondo quanto concordato”.

 

E’ pur vero che, successivamente ai due dispositivi testé citati, la situazione emergenziale si è aggravata di giorno in giorno. Ciò ha spinto il Governo ad assumere una posizione sempre più intransigente nei confronti di chi si allontani dalla propria residenza/domicilio per ragioni non strettamente necessarie. Lo scopo è di proteggere la salute di ogni cittadino e di contenere la diffusione esponenziale del virus da parte, anche e forse soprattutto, dei soggetti cd. asintomatici.

E quindi quale sarebbe la regola da seguire? Due tesi.

Dovendo quindi fare i conti, ad oggi, con le nuove e più rigide prescrizioni del Decreto #iostoacasa, si possono svolgere queste ulteriori considerazioni.

– Seguendo i principi generali del diritto e le disposizioni emergenziali, una prima opinione ritiene che debba considerarsi sospeso il diritto di visita e frequentazione dei figli con i genitori non collocatari. O, per meglio dire, debbano considerarsi modificate le modalità attuative del diritto di visita). A maggior ragione in caso di abitazioni collocate in comuni diversi.

Secondo questa corrente di pensiero gli incontri fisici possono (e quindi debbono…) essere agevolmente sostituiti con frequenti videochiamate e contatti tramite le piattaforme digitali. In modo da garantire una continuità di relazione rispettosa sia dei provvedimenti giudiziali in essere, sia delle regole sanitarie nazionali in atto, che difendono un interesse prioritario come la generale tutela della Salute.

In buona sostanza, questa tesi privilegia il diritto alla salute dei figli (i quali negli spostamenti da un genitore all’altro verrebbero ad essere esposti a molte più occasioni di contagio che non rimanendo stabili nella casa del genitore collocatario) e della Comunità in generale, rispetto al diritto dei figli a vedere ed incontrare fisicamente uno dei due genitori.

A questo orientamento hanno aderito, in questo breve lasso di tempo, operatori di Tribunali e forze dell’Ordine. Soprattutto quando la residenza e/o il domicilio dei due genitori siano posti in Comuni differenti.

– Una tesi di segno opposto ritiene invece che, proprio in ragione della piena efficacia cogente dei provvedimenti giudiziali in essere (Sentenze, Decreti, Ordinanze emesse dal Tribunale e tuttora in vigore), della situazione contingente e delle conseguenti disposizioni comportamentali),  il diritto di visita non si sospenda affatto e che non se ne possano comprimere, neppure temporaneamente, le modalità attuative.

Questa tesi (anche in questo caso con l’avallo di alcune decisioni assunte dalle Forze dell’Ordine) ritiene evidentemente che debba prevalere il diritto dei figli alla piena ed effettiva frequentazione con il genitore non convivente. Inclusi gli spostamenti da una residenza all’altra fra le deroghe autorizzate dalle norme emergenziali.

In questo caso l’accento viene posto maggiormente sulla tutela del diritto alla bigenitorialtà, ritenendo comunque implicita e doverosa la cura del diritto alla salute del figlio da parte del genitore non collocatario.

In conclusione, al momento non esiste un dato normativo chiarificatore sicché la soluzione più auspicabile è quella di un accordo tra i genitori che, con equilibrio, nel rispetto della bigenitorialità e delle norme connesse all’emergenza epidemiologica, nell’interesse primario dei figli, favorisca la continuità del rapporto genitore/figli mediante le soluzioni pratiche più confacenti. Ad esempio accorpando più giorni di permanenza dei figli presso ciascun genitore, limitando così la necessità di troppi trasferimenti.

Lo Studio Dionisio è a disposizione telefonicamente o con videochiamate per chiarire le possibili applicazioni delle attuali disposizioni ai singoli casi.

 

Avv. Alessandra Spagnol

 

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By |2020-03-20T18:51:19+02:00Marzo 20th, 2020|Blog ITA|Commenti disabilitati su Quali sono le regole per i genitori separati/divorziati in questo momento di emergenza causa covid-19? Posso spostarmi per vedere mio figlio?