Il rapporto tra i minori e i nonni in caso di separazione o divorzio dei loro genitori

I nonni rappresentano una risorsa imprescindibile per molte famiglie. Compressi tra gli orari di lavoro e le spese famigliari, molti genitori, ricorrono al loro ausilio, non solo nei primi anni di vita dei nipotini ma anche, negli anni successivi, quando i loro impegni, scolastici ed extrascolastici, richiedono un’elasticità tale da essere difficilmente sostenibile da due genitori che lavorano.

Quando scoppia la crisi tra i genitori, succede che i nonni, che hanno seguito per anni, e per intere giornate i nipoti, vengano improvvisamente esclusi dal loro ruolo di accudimento. Non raramente accade, infatti, che nella “battaglia” che si instaura, ad esempio, tra il proprio figlio e la propria nuora, venga ostacolato o strumentalizzato il rapporto nonni-nipoti, spesso per mero spirito di rivalsa nei confronti dell’ex marito o ex moglie, il tutto a discapito anche dei minori.

Cosa possono fare quindi i nonni allontanati dai loro nipotini? Esiste una tutela dal punto di vista giuridico?

Si, con un Decreto Legislativo del dicembre 2013 è stato riconosciuto, per la prima volta, il diritto degli ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni (art.317 bis codice civile).

Specularmente l’art. 315 bis del codice civile (inserito dalla Novella del 2012), riconosce il “diritto del figlio di mantenere rapporti significativi con i parenti”.

Come possono concretamente i nonni tutelare tale loro diritto?

L’art. 317 bis c.c. sopra citato, prevede che gli ascendenti possano ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore, proponendo un’azione giudiziaria nei confronti del genitore (o di entrambi i genitori) che, a loro avviso, impedisce il loro diritto a mantenere un rapporto con i nipoti.

Il ricorso va presentato presso la cancelleria del Tribunale per i Minorenni, come detto, del luogo di residenza abituale del minore.

Il Tribunale potrà intervenire approfondendo le dinamiche familiari, anche tramite il coinvolgimento dei Servizi Sociali, disponendo, se ritenuto rispondente all’interesse dei minori, un calendario preciso degli incontri tra nonni e nipoti.

Molti Tribunali hanno, tuttavia, ritenuto che ai nonni non spetti un vero e proprio diritto di visita, in quanto potrebbe essere sufficiente la possibilità di vedere i nipoti quando sono in compagnia del genitore (loro figlio/a). E’ infatti pacifico che, quando i minori sono con un genitore, questi possa decidere in autonomia (e nei limiti di tempo del proprio diritto di visita) di affidarli ai nonni, indipendentemente dalla contrarietà manifestata dall’altro genitore (salvo non ci siano comprovati motivi che giustifichino tale disaccordo).

In nessun caso i nonni potranno intervenire nel giudizio di separazione e/o divorzio in corso tra i genitori dell’adorato nipote.

E’ importante evidenziare che, in ogni caso, la richiesta dei nonni verrà riconosciuta come meritevole di tutela solo in quanto funzionale alla serena crescita del minore (nipote) e quindi solo ove il giudice ritenga che la frequentazione nonni/nipoti sia nell’interesse dei minori stessi. Ad esempio, il Tribunale per i Minorenni di Torino ha ritenuto non fosse nell’interesse di un minore, rimasto orfano di madre, continuare a frequentare la nonna materna che gli ricordava continuamente l’evento luttuoso, creandogli stati di ansia e sensi di colpa.

Analogamente il Tribunale per i Minorenni potrà respingere la richiesta dei nonni a mantenere un rapporto significativo con i nipoti, ogni qual volta accerti che i minori vengano così coinvolti (o costretti a subire) nei rapporti conflittuali tra ascendenti e genitori.

Nel corso del procedimento, il Tribunale per i Minorenni potrà procedere all’audizione del minore che abbia compiuto i dodici anni o anche di età inferiore se capace del cd. ‘discernimento’, ovvero di poter esprimere una propria valutazione, un proprio desiderio, ecc. La valutazione di tale capacità è rimessa al libero e prudente apprezzamento del giudice (senza necessità che venga specificamente accertata tramite consulenza tecnica specialistica). In generale si ritiene che i bambini in età scolare abbiano questa capacità.

Verranno, inoltre, sentiti i genitori del minore ed in particolare esaminate le ragioni dell’opposizione agli incontri con i nonni.

Il Tribunale per i Minorenni deciderà in camera di consiglio, sentito il Pubblico Ministero.

Occorre infine osservare che, rispetto alla maggior parte delle decisioni dei nostri Tribunali, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dato una lettura meno restrittiva a tale ‘diritto’ dei nonni. La Corte Europea, infatti, anche in una recente pronuncia, ha ritenuto che le misure volte a spezzare il legame tra un bambino e la sua famiglia possano essere applicate solo in casi assolutamente eccezionali, specificando che tali principi valgono non solo nel rapporto tra genitori e figli, ma anche nel rapporto nonni e nipoti, in forza dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

E’ quindi evidente che, pur essendo i nonni una risorsa imprescindibile per molte famiglie, debba sempre essere valutato prioritariamente l’interesse del bambino, la cui tutela è lo scopo di ogni decisione dei giudici, per quanto non sempre condivisibile.

Per ogni eventuale approfondimento il nostro Studio è sempre disponibile a fornire una consulenza in materia, valutando più specificatamente le singole situazioni.

Avv. Silvia Remmert

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2018-08-08T10:02:20+00:00