La negoziazione assistita: un procedimento stragiudiziale che consente separazioni e divorzi congiunti in tempi brevi.

negoziazione assistitaIl periodo emergenziale che stiamo vivendo ha imposto il fermo della più parte delle attività giudiziali e, nel prossimo futuro, i tempi della Giustizia togata saranno ulteriormente dilatati dalla necessità di adottare tutte le cautele necessarie a garantire e tutelare la salute delle parti, degli Avvocati e dei Giudici.

Si ridurrà, infatti, il numero delle udienze giornaliere che potranno essere celebrate, con ciò imponendo un’attesa di parecchi mesi ai coniugi che vogliono separarsi, divorziare o modificare gli accordi di separazione o divorzio.

L’attività giudiziale rallentata, tuttavia, non si accompagna ad una diminuita litigiosità.

Il lockdown che ha costretto tutti ad una convivenza forzata ed ininterrotta per due mesi ha, certamente, rafforzato alcuni rapporti famigliari, ma ne ha, contemporaneamente, esaurito altrettanti.

 

Che cosa è la negoziazione assistita? Il primo step: la convenzione

Viene, dunque, oggi ad assumere particolare e rinnovato interesse il procedimento di negoziazione assistita – introdotto dal D.L. n. 132/2014 e convertito in Legge n. 162/2014 – dato che, in caso di accordo tra le parti, si pone in alternativa alla procedura giudiziale demandando agli avvocati l’attività solitamente di competenza del Giudice.

I coniugi possono, infatti, raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio e di scioglimento delle unioni civili, mediante la negoziazione assistita da almeno un avvocato per ogni parte.

La procedura presuppone l’invito a risolvere la controversia tramite negoziazione assistita rivolto dal legale di una delle parti nei confronti dell’altra. L’invito deve contenere l’indicazione dell’oggetto della controversia e del termine per la risposta, con l’avvertimento che il suo mancato rispetto avrà valore di rifiuto.

Il termine per l’accettazione dell’invito è di trenta giorni, entro i quali dovrà essere comunicata dal ricevente, tramite il proprio legale, l’eventuale adesione alla negoziazione assistita.

Dopo l’avvio dell’attività di negoziazione, qualora vi sia l’intenzione di trovare un accordo sulle questioni oggetto di controversia, si procederà – tramite i rispettivi legali – alla sottoscrizione di una convenzione di negoziazione assistita tra le parti.

All’interno della convezione di negoziazione assistita, con la quale le parti si impegnano a cooperare in buona fede e lealtà, osservando il dovere di riservatezza, dovranno essere indicate le parti, i rispettivi avvocati e l’oggetto della controversia; la convenzione viene redatta, a pena di nullità, in forma scritta e contiene al suo interno, l’indicazione del termine, non inferiore a trenta giorni e non superiore a novanta giorni (prorogabili di ulteriori trenta), entro il quale deve essere concluso l’accordo e l’attestazione da parte degli avvocati che non vi sono i presupposti per la ricostituzione dell’unione materiale e spirituale tra i coniugi.

Il secondo step: l’accordo vero e proprio.

Dopo aver redatto e sottoscritto la convenzione, le parti assistite dai propri avvocati procedono alla stesura dell’accordo vero e proprio, all’interno del quale devono essere indicate le condizioni, sia di natura patrimoniale che non, scaturite dall’esito delle trattative avviate con la stipula della convenzione di negoziazione assistita.

L’accordo deve necessariamente contenere al suo interno l’attestazione da parte degli avvocati che gli stessi abbiano esperito il tentativo di conciliazione tra le parti e informato le stesse della possibilità di ricorrere alla mediazione familiare.

Qualora la coppia abbia figli minori è necessario che all’interno dell’accordo, sia presente, oltre a quanto precedentemente prescritto, l’informazione alle parti dell’importanza per i figli di trascorrere tempi adeguati con entrambi i genitori, l’esplicita previsione dei tempi di frequentazione, la determinazione degli obblighi di mantenimento e le determinazioni in merito all’affidamento e al collocamento dei figli.

Successivamente alla sottoscrizione dell’accordo, entro 10 giorni, è necessario sottoporre al vaglio del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente l’accordo raggiunto tra i coniugi.

Si deve, quindi, procedere al deposito presso la Procura dell’atto di convenzione assistita, dell’accordo raggiunto in esecuzione della convenzione, dell’atto di matrimonio (per estratto ovvero in forma integrale), dei certificati di residenza delle parti, del loro stato di famiglia e delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di ciascun coniuge.

Il Procuratore della Repubblica procederà, successivamente, all’apposizione del nullaosta o, in presenza di figli minori, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap od incapaci, al rilascio dell’autorizzazione necessaria per il successivo inoltro all’Ufficio dello Stato Civile nei cui registri è stato iscritto o trascritto il matrimonio o l’unione civile.

Successivamente al rilascio del nullaosta o dell’autorizzazione da parte del Procuratore, è onere di uno o di entrambi gli avvocati che hanno assistito le parti in fase di negoziazione assistita procedere a trasmettere una copia dell’accordo all’Ufficio di Stato Civile competente, così da permettere la successiva trascrizione a margine dell’atto di matrimonio.

La celerità del procedimento di negoziazione assistita.

Va precisato che, a fronte delle regole sociali e legali conseguenti alla pandemia in atto, la maggior sicurezza e velocità del procedimento di negoziazione assistita rispetto a quello tradizionale (dinnanzi al Giudice) è sottolineata dall’utilizzo delle procedure telematiche per l’assolvimento dei vari passaggi e/o adempimenti.

L’istituto della negoziazione assistita tra avvocati, in conclusione, presenta innumerevoli vantaggi per le coppie che vogliano addivenire ad una soluzione consensuale con un importante risparmio in termini di tempi assicurando, comunque, soprattutto in presenza di figli, un controllo esterno sulla legittimità, oltre che sul merito dell’accordo raggiunto all’esito della trattativa.

In tempi come quelli che stiamo vivendo e che dobbiamo prepararci a vivere nel prossimo futuro, non è cosa da poco poter porre fine a situazioni conflittuali in un lasso temporale certo e contenuto e, quindi, voltare pagina ed andare avanti più sereni.

 

Avv. Alessandra Spagnol

 

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By |2020-05-19T16:02:38+01:00Maggio 19th, 2020|Blog ITA|Commenti disabilitati su La negoziazione assistita: un procedimento stragiudiziale che consente separazioni e divorzi congiunti in tempi brevi.